Venerdì scorso sono stato a Milano per lavoro e per il ritorno ho dovuto utilizzare il treno. Non sono un abituè di questo mezzo, in quanto viaggiando per lavoro ho necessità di muovermi liberamente e quindi mi sposto sempre in auto.
In un viaggio noioso e che avrebbe dovuto essere abbastanza breve (3 ore senza effettuare nessun cambio) ho avuto modo di verificare ciò che già mi era stato fatto presente da chi invece utilizza più frequentemente questo mezzo di trasporto e che io davo per “impossibile” nei termini in cui mi è stato raccontato.
Invece sono costretto a costatare che in Italia è ancora una volta TUTTO POSSIBILE.
Sorvoliamo sul fatto che l’ultimo mio viaggio su rotaia risale al lontano 2004 e sono rimasto bloccato nella stazione di Torino per un’occupazione della stazione da parte di dimostranti e che a distanza di 6 anni anche questa volta il treno è partito con 34 minuti di ritardo…
Nonostante questo, riusciamo a partire e il viaggio proseguiva normalmente.
Ci fermiamo nella stazione di Parma e in mezzo ai viaggiatori che aspettavano il treno, salì anche una extra-comunitaria (presumibilmente Rumena dall’accento) che, approfittando della sosta, distribuì i classici bigliettini << sono povera con 3 fratelli, grazie>>.
Biglietti scritti al computer e ben impaginati che furono distribuiti velocemente a tutti i viaggiatori del mio scompartimento. Nel ritornare indietro, ovviamente, chiedeva “un contributo alla sua causa”..
Fin qui tutto normale. Quello che mi ha lasciato sconcertato è successo in seguito.
Ovviamente si è avvicinata anche a me per chiedere l’elemosina e si è accostata con un modo di fare estremamente arrogante e indisponente. Quando mi sono rifiutato di darle qualcosa, mi ha anche mandato a…. quel paese!
Ma ciò che ritengo eclatante non è neanche questo.
La sua ricerca fondi è durata abbastanza e nel frattempo il treno è ripartito.
Dubito che questa persona abbia avuto il tempo di obliare il biglietto che sicuramente aveva regolarmente acquistato….
Neanche a farlo apposta, pochi minuti dopo passa il controllore.
Chiede i biglietti a tutti i passeggeri, compreso il militare di fronte a me che si era addormentato e quando arriva a me, le (visto che era una donna) porgo il mio biglietto e aspetto che me lo marchi. Quando me lo restituisce le chiedo se per caso avesse controllato il biglietto anche a quella ragazza che ancora si aggirava sul treno per racimolare la giornata.
Queste le parole dettemi dal controllore: “e cosa la controllo a fare…?”
E cosa la controllo a fare?
Ergo: è inutile che la controlli tanto non ha né documenti né soldi, quindi il mio lavoro consiste nel controllare chi, nell’eventualità che non abbia il biglietto, possa pagare la multa.
Mi sarei aspettato una qualunque altra risposta, ma non questa.
Così torniamo al discorso che ormai noi siamo ospiti in casa nostra. È giusto controllare e punire chi regolarmente usufruisce nella maniera corretta dei servizi messi a disposizione del cittadino, mentre è inutile punire chi se ne approfitta. E se tutti cominciassimo a girare senza documenti infischiandocene delle regole e delle leggi? Cosa succederebbe?
Solo nel mondo in cui viviamo possiamo raccontare queste cose e rimanere con la faccia impassibile. Purtroppo ci siamo abituati a vivere in questo modo e non ci stupiamo quasi più, ma forse non è che sarà arrivato il momento di dire BASTA?!
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