
Le badanti hanno paura…
Se hanno paura è perché sono irregolari, quindi….Bene!
Il discorso dei clandestini adesso è all’ordine del giorno, ma sono anni che il problema esiste. Prima c’è stata l’ondata degli Albanesi, poi quella dei Rumeni, infine (senza contare Cinesi, Africani e Marocchini che sono anni che regolarmente arrivano in Italia) quella dei Russi o per meglio dire delle Russe.
Analizziamo la situazione.
Gli Albanesi arrivano in gran parte clandestinamente, neanche la metà si regolarizzano tramite un lavoro che portano avanti anche dopo l’ottenimento del permesso di soggiorno, mentre la maggioranza vive di espedienti, spesso illegali. Intanto in Albania la situazione migliora e il numero di Albanesi in Italia cala drasticamente. Perché? A dir loro, perché in Italia non si sta bene.
I Rumeni, per la maggior parte nomadi, arrivano. Pochi cominciano a lavorare (e sono quelli che attualmente ancora lavorano tranquillamente), molti si dedicano ad attività che permettono loro di vivere bene senza sudare troppo e arricchirsi più velocemente…
Gli Africani in piccola quantità lavorano (spesso come lavapiatti), ma la maggioranza li possiamo vedere ai semafori come lavavetri o in giro per le città e sul lungomare come venditori abusivi.
Spesso li vediamo scappare quando arrivano i vigili urbani del reparto anti-abusivismo. Quello che spesso non vediamo e che i giornali si guardano bene dal dire e che sempre più frequentemente, oppongono resistenza alle forze dell’ordine che vengono aggredite da un numero di persone superiore a loro di almeno il doppio.
Indiani e Bengalesi arrivano qui grazie alle richieste di lavoro per l’agricoltura . Una volta arrivati qui non iniziano neanche a lavorare cercando di “attaccarsi” a qualche loro conoscente in uno dei tanti bazar che possiamo vedere in tutte le città.
Infine abbiamo chi arriva dalla Russia (Ucraina, Kazakistan, Uzbekistan, Bielorussia, ecc). In gran parte donne, che cercano la vita facile trovando uomini del posto, richiedendo la cittadinanza come mogli di italiani. Poi appena ottenuto questo “privilegio” incredibilmente si spegne la fiamma che le ha fatte innamorare e così possiamo assistere sempre più frequentemente a donne russe=>italiane mantenute dagli ex-mariti con l’obbligo degli alimenti.
Queste situazioni che ho descritto purtroppo sono all’ordine del giorno e che chiunque di noi ha visto e ha potuto constatare. Ora ci sono molti perbenisti che difendono tutto questo dicendo che i buoni e i cattivi ci sono dappertutto e hanno ragione, però queste dinamiche avvengono per un altro motivo.
L’Italia da ormai 2 decenni è considerata “l’America europea”. Non perché ci sia ricchezza, ma perché siamo pronti a dividerla con tutti anche quando non ne abbiamo i mezzi.
La realtà è che questa “America” è finita da un po’. Visto che i perbenisti di sinistra urlano alla parità dei diritti, bisognerebbe rendersi conto che la parità non può e non deve esserci. Dal momento che, sempre i perbenisti di sinistra gridano alla crisi (quando è ora di dare contro al Presidente del Consiglio), bisognerebbe capire che prima di tutto vengono gli Italiani perché sono sul proprio territorio e, solo se restano possibilità per un’integrazione vera, è giusto permettere a persone di altri stati di entrare e diventare cittadini produttivi del nostro Paese.
Questo anche perché non è questione di essere buoni o cattivi, ma se arrivano tante persone al di sopra della soglia di sopportazione che il nostro Paese può avere, queste non troveranno lavoro e l’unica attività che potrà permettere loro di mantenersi, sarà quella fuorilegge.
Il modello da seguire, dovrebbe essere quello del Canada. Chi vuole entrare in Canada, deve fare richiesta inviando il proprio curriculum specificando le proprie capacità.
Viene invitato ad entrare solo quando lo Stato ha un lavoro da offrirgli e una casa in cui abitare.
Se la persona riesce ad ambientarsi trovando il lavoro adeguato nella lista di aziende che gli vengono presentate, rimane ed ottiene tutti i documenti per restare (nei dovuti tempi), se invece non si integra… A CASA! In modo che le persone che sono in attesa possano avere la loro chance di trasferirsi in quello Stato.
Questo è il concetto. Fare entrare un numero giusto di persone garantendo loro una dignità invece di fare entrare senza nessun contegno e solo in seguito preoccuparsi di come fare a mantenerli.
Le badanti sono a tutti gli effetti immigrate, quindi se hanno i documenti in regola sono ben accette (se lavorano), se invece sono clandestine è giusto che prendano la sanzione prevista dalla legge e che vengano espulse, possibilmente con la clausola di non ritorno.
Per quello che è l’integrazione, invece, ci tengo ad esprimere la mia opinione in maniera chiara.
Signori e signore stranieri, SIETE VOI CHE VI DOVETE INTEGRARE ALLE NOSTRE USANZE ED AI NOSTRI MODI DI VIVERE, NON IL CONTRARIO.
Il crocifisso deve restare attaccato al muro delle scuole e la nostra libertà di culto non deve essere neanche messa in discussione.
Non ci sono discussioni in merito, perché se (parlo per i musulmani) vi sentite offesi dalla croce, noi ci potremmo sentire offesi per il Burqa (o Burka).
Non possiamo far valere le nostre tradizioni, ma nel momento in cui la nostra legge protegge le loro donne dai soprusi a cui sono soggette, visto che la loro cultura prevede una struttura maschilista e dove la donna non conta nulla, allora (secondo loro) è eticamente giusto.
La verità è che ci vuole meno IPOCRISIA. Invito tutti i perbenisti che si ergono a difesa di tutti a fare un viaggio di qualche mese nei vari Paesi che ho citato e al loro ritorno a scrivere su questo blog come sono stati accolti e come la popolazione ha accettato la cultura italiana, o meglio, come l’hanno rifiutata.
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